Perfetti sconosciuti, un film che fa riflettere

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Oggi vogliamo parlare di un film che abbiamo visto ieri sera:”Perfetti sconosciuti”,  di Paolo Genovese.

La trama? A dispetto del titolo, sette amici (ma ciascuno con i suoi  segreti inconfessabili agli altri commensali) si ritrovano insieme per una  cena, e decidono di fare un “gioco” con i loro telefoni cellulari.

Un gioco che diventa via via  più complesso, e  che porterà a galla i lati oscuri e le debolezze (virtuali  e non)  di ciascuno di loro.

Il film è ambientato prevalentemente  all’interno di un appartamento romano.

La prima parte oggettivamente non è veloce, ma poi è un susseguirsi di colpi di scena, ben riusciti.

Il cast? Eccellente, da una Kasia Smutniak in gran forma nel ruolo di “madre7moglie stressata”, ad un sempre valido Valerio Mastrandea, ma su tutti ci è piaciuta l’interpretazione, a tratti cruda, a tratti disincantata, di   Marco Giallini.

Non andiamo oltre, perché altrimenti dovremmo svelare la trama, ma possiamo dirvi che “Perfetti sconosciuti” a noi è piaciuto anche se- sia chiaro – non  può essere classificato come  un “film leggero”.

Considerazione finale? La pellicola di Paolo Genovese  ha il merito di far riflettere sulle “scatole nere” che ciascuno di noi ha, e che non di rado sono racchiuse in poche centinaia di grammi di un telefono.