Luciano ed i Vagabundos tornano al Pacha Ibiza!

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La notizia era nell’aria già da qualche settimana, ma oggi è stata confermata ufficialmente.

Luciano ed i suoi Vagabundos tornano al Pacha Ibiza per l’estate 2016!

L’artista svizzero cileno, dopo la parentesi l’anno scorso allo Space,  sarà protagonista all’interno del party Insane, il venerdì sera, con 7 date.

Questo è il poster ufficiale con tutti gli eventi programmati: 20 maggio, 10 giugno, 1 luglio, 29 luglio, 12 agosto, 9 settembre e 16 settembre!

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Il Blue Marlin Ibiza presenta l’Opening Week End!

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Ci siamo, anche il Blue Marlin, una delle location più esclusive dell’isola blanca, ha annunciato l’opening week end.

I rumors si susseguivano da qualche giorno ma, come è nostra abitudine, abbiamo atteso la comunicazione ufficiale: l’estate 2016 del Blue Marlin Ibiza inizierà  con una due giorni di grande musica, si parte sabato 30 aprile e proseguirà domenica 1 maggio.

Le line up sono ancora top secret, ma non preoccupatevi, le comunicheremo non appena saranno ufficializzate. Se volete conoscere la lista completa ed aggiornata degli opening party ibizenchi, cliccate qui.

E questo è il poster ufficiale! Pronti per #ibiza2016 ?

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Il fiabesco mondo di David Lynch, il Silencio Club di Parigi.

Farinight è anche il viaggio nella notte europea. In occasione della settimana della moda parigina, la nostra amica Angela Romy Saez ha girovagato nella capitale francese e ci ha mandato questo interessante report sul Silencio club, che volentieri pubblichiamo.

Durante la settimana della moda sono venuta a trovare una delle mie migliori amiche a Parigi, lei è stata la mia metà in età adolescenziale quella con cui ho condiviso il banco al liceo per intenderci. Per darmi un tono, visto che sono fashion designer, vorrei poter dire che l’obiettivo era aggiornarmi a livello stilistico ma tra noi di Farinight.net possiamo anche evitare di tirarcela perciò confesso che essendo venuta su a pane e Jeff Mills volevo soltanto passare qualche piacevole serata sottocassa con la mia storica compagna di dancefloor.

 Vi starete dicendo: ma ‘sta qua? Io clicco sul link per leggere della discoteca del David Lynch e invece mi racconta la storia della sua vita… Ma cosa volete che scriva una che ha passato più della metà della sua vita ad analizzare line up prima di scegliere una serata, di un posto che non pubblica nemmeno il nome di un dj?

Eccomi quindi la mattina dopo a cercare di capire che razza di club è mai questo. Lo spazio ha un’allure underground in cui si scende facendo tre rampe di scale dal design industriale sovrastate da fotografie minimal e decorate da placche incise con la scritta “no photo or video”, dopo aver depositato i cappotti al “vestiaire” si inizia un curioso percorso labirintico (durante il quale si collide con gli innumerevoli personaggi presenti) che si alterna tra eleganti tunnel scuri dipinti d’oro sorprendentemente nient’affatto pacchiani, zone bar, una sala fumatori incredibilmente architettonica (che però ti abbraccia come fosse un bosco attorno ad una radura illuminata al chiaro di luna) per infine, scendendo ulteriori tre scalini, arrivare all’agognato dancefloor accompagnato da un simpatico palchetto accessibile al pubblico e la console sul lato. L’ambiente molto rilassato era composto da vivaci metrosexual residenti e simpatiche fashion week girls provenienti da tutto il mondo, ho cercato di parlare di musica ma ho solo ricevuto dei complimenti per la maglia in paillette con cui mi ha vestita la mia amica stylist.

Quindi ecco cosa posso dirvi della musica: la selezione varia circa ogni mezz’ora con intervalli a sorpresa di buona house ma mi rassereno pensando che ho azzeccato il look e che l’entrata è free. Da non perdere.
http://silencio-club.com/en “.

Angela Romy Saez

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We love torna allo Space Ibiza!

Oggi faringite sbarca nuovamente ad Ibiza, per una notizia molto sfiziosa

We Love, una delle feste più longeve dell’Isla,  torna allo Space Ibiza.

Il party “cult” della domenica riparte dallo Space dopo che l’anno scorso aveva traslocato al Sankeys, per lasciare il posto a Luciano ed ai suoi Vagabundos.

La stagione di We love space inizierà con il party inaugurale il 5 giugno, e poi la festa proseguirà ogni domenica sera.  Resta da scoprire, a questo punto,  dove andrà a suonare Luciano, ma ne riparleremo molto presto

Se volete conoscere la lista aggiornata degli opening party confermati per Ibiza 2016, cliccate qui.

Questo articolo è realizzato in partnership con http://www.ibizalink.net

Woo presenta DIXON (Innervision) ed Aldoina!

Woo ha organizzato l’ennesimo evento interessante: Dixon, uno degli artisti più interessanti nel panorama mondiale della musica elettronica, fondatore della label Innervisions ed inventore del cult party LIAM (Lost in a moment).

Dixon ha in programma una et di quattro ore.

Nella stessa sera suonerà  anche Aldoina, una raffinata dj e produttrice partenopea che è stata più volte ospite di Ibiza by night radio show (trasmissione realizzata dal nostro sito partner http://www.ibizabynight.net).

L’appuntamento è per venerdì prossimo 4 marzo al No Name Club, un club campano che sta già facendo molto parlare di sé.

Per tutte le ulteriori info e l’indirizzo, questo è il link alla event page su Facebook:

https://www.facebook.com/events/453838784819381/

Menotti racconta:”Lo chiamavano Jeeg Robot”.

Il 25 febbraio approderà nelle sale cinematografiche “Lo chiamavano Jeeg Robot”, il film di esordio di Gabriele Mainetti, scritto da Menotti e Nicola Guaglianone.

A giudicare dal clamore mediatico che sta suscitando, sono già in molti a scommettere sul successo di questa pellicola, destinata a portare una ventata di novità nel panorama cinematografico italiano.

L’attore principale è Claudio Santamaria, affiancato da Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, ai quali si aggiunge un valido cast.

La trama? Enzo Ceccotti, un ladruncolo romano braccato dalla polizia, cade nel Tevere e finisce in un barile pieno di liquame radioattivo. Sopravvissuto agli effetti tossici della sostanza, si risveglia dotato di forza sovraumana e determinato a usarla per far soldi. Grazie all’incontro con Alessia, una ragazza con problemi psichiatrici che lo crede un eroe dei cartoni giapponesi, Enzo capirà di avere un destino molto diverso…

Farinight ha incontrato Menotti, al secolo Roberto Marchionni, uno dei due sceneggiatori (nella foto con Ilenia Pastorelli).

In questa intervista Menotti ci ha parlato della genesi di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, svelandoci alcuni dietro le quinte che hanno accompagnato la realizzazione del film.

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Farinight: Partiamo dall’inizio, come è nata l’idea di “Lo chiamavano jeeg robot”?

Menotti:L’idea di un super-eroe romano è di Nicola Guaglianone, che nei
cortometraggi di Gabriele Mainetti aveva già accostato realtà
neorealistiche pasoliniane ai miti adolescenziali dei manga anni
Ottanta. Con lui ci siamo conosciuti nel 2008 lavorando a una sitcom
per Rai Due. Ci intendevamo alla perfezione, così qualche anno dopo mi
coinvolse in quello che allora si intitolava “Lo chiamavano Ufo
Robot“.

Farinight: E poi?

Menotti:Mentre Gabriele si dava da fare per trovare i soldi per il film, io e
Nicola ci siamo messi  a scrivere un nuovo soggetto e la sceneggiatura. I
riferimenti a Jeeg, la storia d’amore e il super-rivale del
protagonista sono affiorati nel corso di un processo meticoloso durato
quattro anni“.

Farinight: Quanto ha influito la tua esperienza nel mondo dei fumetti?

Menotti:Il super-eroe è un mito tipicamente fumettistico, sconosciuto alla
tradizione del cinema italiano ma ben presente in quella dei comics
(penso a Necron, RanXerox, Ramarro e a tanti altri). E’ possibile che
l’esperienza da autore di fumetti sia tornata utile al momento di
inventarsi un immaginario di quel tipo. Però l’aspetto del quale sono
più contento è il respiro universale che ha preso la storia. Molto
spesso i film italiani non hanno la forza di varcare i confini
nazionali, per non dire del Raccordo Anulare. Non mi sembra il caso di
“Jeeg”, e non perché citi un cartone giapponese, ma perché esplora
temi universali. Questo per me era un obiettivo fondamentale“.

Farinight: Tu vieni dal mondo della televisione e della fiction, quali sono le
differenze operative con la sceneggiatura di un film?

Menotti: La differenza sostanziale è la brevità della filiera produttiva, che
tradotto in italiano significa molta meno gente a mettere becco nel
tuo lavoro. Lontani dalle tavolate di editor e producer con le quali
bisogna fare i conti in televisione, “Jeeg” l’abbiamo scritto in due e
senza limiti di libertà creativa – il che si deve essenzialmente al
fatto che Gabriele, oltre al regista, ha fatto il produttore“.

Farinight: Ti aspettavi che “Lo chiamavano jeeg Robot” scatenasse questa attesa?

Menotti: Non osavo aspettarmelo, però sì, ci speravo“.

Farinight: Nella realizzazione di ogni film che si rispetti c’è qualche
aneddoto… raccontaci qualcosa da “dietro le quinte” di “Lo chiamavano Jeeg
Robot”…

Menotti:Uno: le interminabili discussioni tra Nicola e Gabriele sulla
correttezza dell’accento di Claudio Santamaria, che essendo originario
di Roma Nord e non di Roma Sud, avrebbe rischiato di minare la
credibilità della storia. Io (che sono nato a Cortemaggiore, PC e cresciuto a Vasto, Ch) li
guardavo con l’aria allibita di un Mr. Spock davanti a una puntata di
Beautiful. In realtà non avevano torto. Nel film, l’iperrealismo
linguistico ha la stessa funzione degli attentati terroristici e le
allusioni alla crisi economica: contribuiscono a creare un contesto
autentico per una storia altrimenti incredibile. E poi…”.

Farinight: Dai continua… siamo curiosi…

Menotti: “Due: questo lo racconta sempre Ilenia Pastorelli, la protagonista
femminile. Un talento naturale, venuto dal Grande Fratello, che alla
vigilia del provino non ci aveva ancora capito niente e credeva di
trovarsi di fronte a un film di denuncia. Non avendo mai sentito
parlare di Jeeg Robot, aveva preso le battute sul Ministro Amaso (un
personaggio del cartone) come riferimenti al Ministro Amato – quello
della finanziaria “lacrime e sangue”. E invece di fare la pazza, come
da copione, si sforzava di recitare da attrice impegnata. Meno male
che poi ha rifatto il provino“.

Farinight: In questi anni hai lavorato spesso all’estero, cambiano le metodologie?

Il”made in Italy” come viene considerato?

Menotti: Negli USA ho studiato regia alla New York University, mentre a Los
Angeles torno spesso per piacere e per lavoro. Una volta sono stato
invitato a sul set di un cortometraggio dal titolo “My Wife is a
Zombie”, col quale avevo vinto un concorso di sceneggiatura. La
regista americana ha sbagliato tutto, e il corto è venuto uno schifo.
Bottom line: non basta vivere a LA per saper fare il cinema, bisogna
anche avere talento. Al di là di questo ho notato almeno due cose: dal
direttore della fotografia al tizio del catering, tutti
padroneggiavano i principi basilari della sceneggiatura. Inoltre,
conoscevano i maestri del cinema italiano almeno quanto noi conosciamo
i loro“.

Farinight: E in futuro? Cosa bolle in pentola?

Menotti:Con l’uscita del film sono fioccate proposte di lavoro ma in questo
settore, su dieci progetti in ballo, è una fortuna se se ne
concretizza uno. Tra i progetti a cui tengo di più, ho ripreso in mano
“Echo Hotel” una sceneggiatura scritta con mio fratello Marco
Marchionni. E’ la storia di un radioamatore italiano dei primi anni
Sessanta che si innamora di una cosmonauta sovietica perduta nello
spazio. Lei è in orbita attorno alla terra e non sa come tornare
giù…!“.

Grazie Roberto, per ogni ulteriore curiosità rimandiamo al tuo sito www.menotti.com, in rete tra una settimana.

Il conto alla rovescia per “Lo chiamavano Jeeg Robot è iniziato!

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Nice to be presenta: Ricardo Villalobos!

Nice to be presenta Ricardo Villalobos a Napoli.

Parlare di Villalobos non è facile, significa cercare di decodificare un personaggio che è molto  di più di un dj o di un produttore, semplicemente è  “The Shaman” o – se non ci lapidate – “Il Jim Morrison della musica elettronica”.

Ricardo ha aperto delle prospettive sonore innovative  ed ha innestato  dei suoni anticonvenzionali  nella musica elettronica, contaminando la techno con sonorità  latine e sperimentali.

Dalle prime, dirompenti, apparizioni al Dc 10 ad oggi di tempo ne è passato, ma Villalobos continua a stupire il pubblico.

Ogni sua performance è molto più di un concerto, è semplicemente “l’esperienza”, è un momento in cui accadrà qualcosa di musicalmente impensabile.

Domani sera, sabato 20 febbraio, sarà possibile ascoltare Ricardo Villalobos al Palapartenope di Napoli.

E siamo sicuri che Napoli, come fa dal 2004, lo accoglierà alla grande.

Questo è il poster ed il link alla event page:

https://www.facebook.com/events/1701028350137875/

Per saperne di più, ecco il link ad Ibiza by night  con l’intervista a Diana Donzelli, fondatrice e direttrice,  insieme a Marco Donzelli, di Nice to be.